Buone notizie per il personale della scuola prossimo alla pensione: l'APE sociale è stata prorogata per tutto il 2026 e, per chi ha già ottenuto il riconoscimento del diritto dall'INPS, la domanda di cessazione dal servizio può essere presentata fino al prossimo 31 agosto. Lo ha chiarito il Ministero dell'Istruzione e del Merito con un'apposita nota, che fa il punto sulle uscite con decorrenza 1° settembre 2026.
La Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199 del 2025) ha prorogato fino al 31 dicembre 2026 la sperimentazione dell'APE sociale, l'anticipo pensionistico riconosciuto a determinate categorie di lavoratori in condizioni di particolare tutela. Introdotta dalla legge 11 dicembre 2016, n. 232, la misura consente di lasciare il lavoro prima della pensione di vecchiaia con un'indennità a carico dello Stato, in attesa di maturare i requisiti ordinari.
La domanda di cessazione: prima l'INPS, poi il 31 agosto
Con la Nota prot. 5023 del 2 marzo 2026 il MIM ha precisato che, per il personale scolastico interessato all'APE sociale, restano valide le indicazioni operative già fornite con la circolare del 25 settembre 2025. L'iter prevede due passaggi distinti. Il primo è il requisito preliminare: aver ottenuto il riconoscimento del diritto da parte dell'INPS. Solo dopo questa certificazione si può presentare la domanda di cessazione dal servizio, che va inoltrata in modalità cartacea entro il termine ultimo del 31 agosto 2026, per una decorrenza fissata al 1° settembre 2026.
Chi può accedere all'APE sociale nella scuola
L'APE sociale è riservata a categorie tutelate: disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali, lavoratori che assistono familiari con disabilità grave (caregiver), invalidi con riduzione della capacità lavorativa di almeno il 74% e addetti a mansioni gravose. Tra queste ultime rientrano anche i docenti della scuola dell'infanzia e della primaria. In linea generale, per accedere alla misura servono almeno 63 anni e 5 mesi di età e una determinata anzianità contributiva, di norma pari a 30 anni, elevata a 36 per chi ha svolto attività gravose.
Le altre uscite e i termini ormai scaduti
Per le altre tipologie di pensionamento con decorrenza 1° settembre 2026 i termini sono invece già chiusi. La finestra ordinaria per il personale docente, educativo e ATA, fissata dal decreto ministeriale n. 182 del 25 settembre 2025, si è chiusa il 21 ottobre 2025; per i dirigenti scolastici la scadenza era il 28 febbraio 2026. Restano fermi i canali ordinari per chi ne ha maturato i requisiti: la pensione di vecchiaia a 67 anni, la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne), la quota 103 e l'opzione donna. La cessazione dal servizio nel pubblico impiego è disciplinata, in via generale, dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
Cosa fare ora
Per chi punta all'APE sociale il consiglio è muoversi con anticipo. Prima va presentata all'INPS la domanda di riconoscimento del diritto; solo a certificazione ottenuta si potrà inoltrare la cessazione cartacea entro il 31 agosto. Trattandosi di procedure con requisiti complessi e variabili da caso a caso, è opportuno verificare con attenzione la propria posizione contributiva ed evitare di ridursi all'ultimo. Le sedi territoriali dei sindacati di categoria e i patronati offrono consulenza per controllare requisiti, importi e tempistiche, così da arrivare preparati alla scadenza di fine agosto.
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