Dal prossimo anno scolastico la scuola di base cambia bussola: entrano in vigore le nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo, introdotte dal decreto ministeriale 9 dicembre 2025, n. 221. L'applicazione parte dall'anno scolastico 2026/2027 e sarà graduale: nel primo anno coinvolgerà, oltre alla scuola dell'infanzia, le classi prime della primaria e della secondaria di primo grado, per poi estendersi progressivamente alle altre classi.
Si tratta di un passaggio di rilievo per docenti e dirigenti, perché il provvedimento sostituisce integralmente le Indicazioni del 2012 e impone una rielaborazione dei curricoli di istituto, da definire con apposite delibere dei collegi dei docenti già in vista di settembre.
Cosa sono e cosa cambia
Le Indicazioni nazionali sono il documento che fissa, per ciascuna disciplina, gli obiettivi generali del processo formativo e i traguardi di competenza lungo il percorso che va dai 3 ai 14 anni. Il decreto 9 dicembre 2025, n. 221, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 gennaio 2026 ed entrato in vigore l'11 febbraio, adotta il nuovo testo come parte integrante del regolamento, sostituendo le Indicazioni del 2012.
Secondo quanto richiamato negli atti ministeriali, la revisione si è resa necessaria dopo quattordici anni di vigenza delle precedenti Indicazioni, per tenere conto del mutato quadro sociale e culturale, degli effetti dell'uso accelerato delle tecnologie digitali sull'apprendimento e delle relazioni tra alunni, oltre che per recepire orientamenti e raccomandazioni europee. Il documento ridefinisce impianto, priorità, lessico e cornici metodologiche del curricolo.
Tempi e gradualità
L'adozione non è simultanea per tutti i gradi e le classi. Nel 2026/2027 le nuove Indicazioni si applicano alle classi prime della scuola primaria e della secondaria di primo grado (oltre all'infanzia); negli anni successivi si procederà all'estensione progressiva alle altre annualità. La rielaborazione del curricolo di istituto avverrà nell'ambito del Piano triennale dell'offerta formativa, nel rispetto dell'autonomia scolastica e attraverso le delibere dei collegi dei docenti.
Per accompagnare il passaggio, il Ministero ha previsto iniziative di informazione e formazione rivolte a dirigenti e docenti del primo ciclo, avviate nel corrente anno scolastico e destinate a proseguire nel 2026/2027.
Le novità: il latino e l'impianto del curricolo
Tra le novità più discusse c'è la reintroduzione del latino nella scuola secondaria di primo grado, sotto la forma del "latino per l'educazione linguistica" (LEL), con modalità curricolare ma opzionale a partire dalla seconda media. In prima applicazione, nelle more dell'integrazione del quadro orario settimanale e annuale previsto dal DPR n. 89/2009, l'insegnamento potrà essere avviato anche nelle classi seconde e terze funzionanti nel 2026/2027, facendo ricorso agli spazi di autonomia, flessibilità e ampliamento dell'offerta formativa.
Il nuovo testo interviene inoltre sull'impianto complessivo delle discipline e sul linguaggio del curricolo, con ricadute dirette sulla progettazione didattica, sulla valutazione e sulle pratiche inclusive. Il provvedimento ha alimentato un ampio dibattito nel mondo della scuola, tra chi ne valorizza l'aggiornamento e chi solleva rilievi su singole scelte, a partire proprio dal latino.
Ricadute per docenti e scuole
Per le istituzioni scolastiche il cantiere è già aperto. Oltre alla rielaborazione del curricolo, le nuove Indicazioni incidono sulle adozioni dei libri di testo: come ricordato dalla nota ministeriale del 31 marzo 2026 sulle adozioni per il 2026/2027, i testi destinati alle prime classi della primaria e della secondaria di primo grado dovranno risultare rispondenti al nuovo quadro.
I collegi dei docenti sono quindi chiamati a un lavoro di raccordo tra le strutture disciplinari consolidate e le nuove prospettive, con il supporto dei dirigenti nelle azioni di formazione e di accompagnamento.
In sintesi, il 2026/2027 segna l'avvio operativo di una riforma del curricolo del primo ciclo che, partendo dalle classi prime, si dispiegherà negli anni a venire. Per docenti e scuole le prossime settimane sono il momento per studiare il testo, aggiornare la progettazione e definire le scelte organizzative, così da arrivare preparati all'inizio del nuovo anno scolastico.