La maturità 2026 entra nel vivo: a due settimane esatte dall'avvio, gli oltre 500mila studenti dell'ultimo anno delle superiori si preparano a varcare le porte delle commissioni giovedì 18 giugno. L'esame di Stato si presenta profondamente rinnovato, con commissioni più snelle, un bonus ridotto e soprattutto un colloquio orale che diventa obbligatorio per tutti: chi si presenta e sceglie di tacere rischia la bocciatura.
Il quadro normativo di riferimento resta il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, modificato in modo sostanziale dal decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2025, n. 164. È da qui che nasce il restyling dell'esame, a partire dal nome che torna ufficialmente a essere quello di "maturità".
Le date delle prove scritte
Il calendario è uguale su tutto il territorio nazionale. La prima prova scritta, quella di italiano, si terrà giovedì 18 giugno 2026 alle ore 8:30 e avrà una durata massima di sei ore: agli studenti verranno proposte sette tracce, ripartite tra analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità. La seconda prova, sulle discipline caratterizzanti di ciascun indirizzo, è in programma venerdì 19 giugno, sempre dalle 8:30. Le materie d'indirizzo sono state individuate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito lo scorso gennaio.
È prevista poi una terza prova scritta giovedì 25 giugno, riservata però ai soli percorsi EsaBac, EsaBac techno e ai licei con opzioni internazionali. I colloqui orali prenderanno il via, di norma, dalla settimana successiva agli scritti, secondo il calendario stabilito da ciascuna commissione.
Commissioni più snelle: si torna a cinque membri
Una delle novità più rilevanti riguarda la composizione delle commissioni. Dopo gli anni in cui i membri erano sette, si torna a una formazione più leggera: cinque commissari, di cui due interni e due esterni, affiancati da un presidente esterno. La modifica, introdotta dal decreto del settembre 2025, punta a semplificare l'organizzazione e a contenere i costi, ma riapre anche il nodo dei compensi, fermi da tempo e oggetto di proteste sindacali.
Il colloquio diventa obbligatorio
La trasformazione più discussa riguarda l'orale. Da quest'anno il colloquio si svolge su quattro discipline individuate annualmente dal Ministero: due sono fisse — italiano e la materia della seconda prova — mentre le altre due variano in base all'indirizzo. Soprattutto, non è più possibile rinunciare alla prova orale: la cosiddetta "scena muta", ossia la scelta di presentarsi senza sostenere il colloquio, comporta la non ammissione e quindi la bocciatura. Una stretta pensata per scoraggiare le forme di protesta che, nelle scorse sessioni, avevano portato alcuni studenti a rifiutarsi di rispondere pur essendo già certi della promozione.
Bonus ridotto e peso del comportamento
Cambia anche la matematica dei punteggi. Il bonus che la commissione può attribuire scende a un massimo di 3 punti, mentre resta centrale il peso dei crediti maturati nel triennio. A incidere è inoltre il voto di condotta: per essere ammessi serve almeno un 6 in comportamento e il punteggio pieno di credito è riservato a chi ottiene una valutazione pari o superiore a 9. Confermato infine il requisito della partecipazione alle prove INVALSI, necessaria per l'ammissione anche se non influisce sul voto finale.
Cosa aspetta ora i maturandi
Per gli studenti l'ultima fase di preparazione coincide con la chiusura degli scrutini di ammissione, in corso proprio in questi giorni nelle scuole. Chi sarà ammesso troverà un esame che, pur mantenendo l'impianto tradizionale dei due scritti e del colloquio, chiede una maggiore consapevolezza: nessuna prova può più essere saltata e il comportamento tenuto durante l'anno pesa concretamente sul risultato. Per le famiglie e per i docenti commissari, invece, la sfida sarà gestire commissioni più ridotte in un esame che il Ministero ha voluto rendere, nelle intenzioni, più aderente al percorso di crescita complessivo dello studente. La prima campanella suonerà tra due settimane: appuntamento a giovedì 18 giugno.
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