Sindacati

Riforma istituti tecnici: lo sciopero prosegue fino al 21 giugno

03 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

La mobilitazione contro il riordino degli istituti tecnici non si ferma. Fino al 21 giugno resta in vigore l'astensione dalle attività aggiuntive proclamata dalla FLC CGIL per il personale degli istituti tecnici e degli istituti di istruzione secondaria superiore con indirizzi tecnici. È la prosecuzione della protesta avviata con lo sciopero generale del 7 maggio scorso, che aveva portato in piazza docenti, ATA e studenti. Una forma di lotta meno visibile dello sciopero, ma destinata a incidere sull'organizzazione delle scuole proprio nelle settimane più delicate dell'anno, tra scrutini, esami e adempimenti di fine anno.

Cosa prevede l'astensione

L'iniziativa, proclamata il 12 maggio dopo il fallimento del tentativo di conciliazione al Ministero del Lavoro (verbale del 27 aprile), consiste nell'astensione da tutte le prestazioni orarie aggiuntive che vanno oltre l'orario di servizio obbligatorio. Per il personale docente riguarda, in particolare, le prestazioni eccedenti l'orario di lezione previste dall'articolo 43 del CCNL Istruzione e Ricerca del 18 gennaio 2024 e le attività funzionali aggiuntive oltre quelle obbligatorie disciplinate dall'articolo 44 dello stesso contratto. La misura coinvolge sia i docenti sia il personale ATA in servizio negli istituti tecnici e negli IISS con indirizzi tecnici, e proseguirà appunto fino al 21 giugno.

Il riordino contestato

Al centro della protesta c'è la revisione dell'assetto ordinamentale degli istituti tecnici definita dal D.M. n. 29 del 19 febbraio 2026, che ridisegna indirizzi, articolazioni, quadri orari e risultati di apprendimento dei percorsi, con applicazione a partire dalle classi prime dell'anno scolastico 2026/2027. Il provvedimento attua gli articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144 e si inserisce nel più ampio disegno di rilancio dell'istruzione tecnica e professionale collegato agli obiettivi del PNRR, di cui fa parte anche la filiera "4+2" (quattro anni di scuola superiore e due negli ITS Academy). Le tappe del riordino erano già state fissate dal decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45, il cosiddetto "Decreto scuola".

Le ragioni della protesta

Il sindacato chiede il ritiro del riordino o, in subordine, il suo rinvio, accompagnato dall'apertura di una fase di revisione condivisa. Le contestazioni riguardano sia il merito sia il metodo. Sul merito, diversi collegi docenti hanno segnalato che la revisione comporterebbe una riduzione degli insegnamenti, tanto nell'area generale quanto in quella di indirizzo, con possibili ricadute sulla tenuta delle cattedre e sulla stabilità degli organici. Sul metodo, vengono criticate le tempistiche compresse, con le scuole chiamate a recepire i nuovi quadri orari in tempi stretti, in concomitanza con le richieste di organico di diritto. La FLC CGIL ha inoltre evidenziato le difficoltà operative legate all'adozione dei libri di testo, in presenza di discipline accorpate o ridefinite.

Il nodo dei materiali e degli organici

Uno degli aspetti più concreti sollevati dalla mobilitazione è proprio quello dei testi e dei materiali didattici: la ridefinizione di alcune discipline rende difficile, secondo i promotori, individuare manuali coerenti con i nuovi programmi già per il prossimo anno. A questo si aggiunge il tema degli organici, perché ogni intervento sui quadri orari si riflette sul numero di ore e quindi sulle cattedre disponibili negli istituti coinvolti. Sono questioni che toccano in modo diretto la programmazione del 2026/2027 e che, per i docenti dei tecnici, si intrecciano con le contestuali operazioni di mobilità e di assegnazione delle sedi.

Cosa succede ora

Per le famiglie l'astensione dalle attività aggiuntive non comporta, di per sé, la sospensione delle lezioni curricolari: a essere interessate sono le prestazioni eccedenti l'orario obbligatorio. Gli effetti possono però farsi sentire su attività e progetti che si reggono sull'impegno aggiuntivo del personale. Il confronto tra Amministrazione e organizzazioni sindacali resta aperto: già nella giornata dello sciopero di maggio il tavolo ministeriale aveva ipotizzato interventi normativi a tutela degli organici e delle discipline, ma la mobilitazione è stata confermata. Le prossime settimane diranno se il pressing porterà a modifiche del riordino o a un suo slittamento, mentre le scuole tecniche procedono comunque verso l'avvio del nuovo assetto nelle classi prime di settembre.

Tags: sciopero istituti tecnici sciopero
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