Gli organici dei docenti di religione cattolica per l'anno scolastico 2026/27 saranno pari a 16.482 posti, con una contrazione di 172 unità rispetto all'anno in corso. È il dato emerso dall'informativa che il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha tenuto con i sindacati lo scorso 27 maggio, dedicata agli organici del personale docente IRC e del personale educativo. In flessione, seppur più contenuta, anche i posti degli educatori.
I numeri della religione cattolica
Secondo quanto riferito da CISL Scuola e FLC CGIL al termine dell'incontro, la dotazione organica dei docenti di religione cattolica per il 2026/27 si attesta a 16.482 posti. Il confronto con il dato dell'anno in corso, pari a 16.654 unità, restituisce una riduzione di 172 posti. La flessione, spiegano le organizzazioni sindacali, si concentra soprattutto nella scuola primaria e si lega al calo della popolazione scolastica che interessa l'intero sistema.
Il riferimento dei 16.482 posti non è casuale: corrisponde al 70% dei posti d'insegnamento di religione cattolica, la quota di organico "di ruolo" prevista dalla legge. Il restante 30% resta affidato a incarichi annuali, conferiti con il coinvolgimento dell'autorità ecclesiastica e la conferma del dirigente scolastico.
Il quadro normativo: la legge 186/2003
La regola del 70% discende dall'articolo 2 della Legge 18 luglio 2003, n. 186, che ha disciplinato lo stato giuridico degli insegnanti di religione cattolica istituendo due ruoli regionali, articolati per ambiti corrispondenti alle diocesi, per la scuola dell'infanzia e primaria da un lato e per la secondaria dall'altro. La norma stabilisce che la consistenza della dotazione organica, articolata su base regionale, sia determinata "nella misura del 70 per cento dei posti d'insegnamento complessivamente funzionanti". Le dotazioni sono poi definite, per i diversi gradi, dai dirigenti degli uffici scolastici regionali nell'ambito dell'organico complessivo di ciascuna regione.
Questo assetto spiega perché, a differenza degli altri docenti, gli insegnanti di religione abbiano titolarità in un organico regionale per ambiti diocesani e non nelle singole sedi scolastiche. Una specificità che incide anche sulle procedure di mobilità.
Anche il personale educativo in calo
L'informativa del 27 maggio ha riguardato pure gli organici del personale educativo, cioè istitutori ed educatori che operano nei convitti e nelle istituzioni educative. Per il 2026/27 i posti previsti scendono a 2.224, a fronte dei 2.258 dell'anno in corso: una diminuzione di 34 unità, anche in questo caso ricondotta dall'amministrazione al calo della popolazione di riferimento, stimato in 577 unità. Secondo quanto comunicato ai sindacati, è stato inoltre completamente riassorbito l'esubero registrato nel 2025/26, mentre le cessazioni per pensionamento sono indicate in 79 unità.
Cosa significa per i docenti IRC
La riduzione dell'organico complessivo non si traduce automaticamente in tagli ai posti di ruolo già coperti, ma ridisegna lo spazio disponibile per nuove immissioni e per la quota di incarichi annuali. Per gli insegnanti di religione resta dunque centrale il combinato tra organico regionale, disponibilità nelle singole diocesi e intesa con l'Ordinario diocesano, elementi che determinano sia le assunzioni sia le utilizzazioni.
Sul fronte della mobilità, va ricordato che i trasferimenti tra diocesi diverse sono regolati da una specifica ordinanza ministeriale, mentre i cambi di sede all'interno della stessa diocesi seguono le procedure di mobilità annuale (utilizzazioni e assegnazioni provvisorie), con domande da presentare nei mesi di giugno e luglio. Una tempistica che, proprio in questi giorni, torna di stretta attualità per gli interessati.
Le prossime tappe
Definito il quadro degli organici, l'iter proseguirà con i provvedimenti attuativi necessari a tradurre i contingenti in operazioni concrete in vista dell'avvio del prossimo anno scolastico a settembre. I sindacati hanno annunciato che continueranno a monitorare la ripartizione regionale dei posti e gli effetti sulle nomine. NewsIstruzione seguirà i passaggi successivi, dalla pubblicazione dei decreti alla gestione delle utilizzazioni e delle eventuali immissioni in ruolo del personale IRC.