Scuola

Calendario scuola 2026/27: le date per regione, l'anno senza ponti

03 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

Mentre l'anno scolastico in corso si avvia alla conclusione, le Regioni hanno iniziato a pubblicare i calendari per il 2026/2027. Il primo giorno di scuola varierà, come sempre, da territorio a territorio: si rientrerà tra il 7 e il 16 settembre 2026. La grande novità del prossimo anno è una festività nazionale in più, il 4 ottobre dedicato a San Francesco d'Assisi, anche se per il 2026 cadrà di domenica. Diversi osservatori parlano già di "anno senza ponti".

Quando si torna in classe

Le date di inizio delle lezioni sono fissate autonomamente da ciascuna Regione, nel rispetto del numero minimo di giorni di lezione previsto dalla normativa. In base alle delibere finora pubblicate, i primi a rientrare saranno gli studenti della Provincia autonoma di Bolzano, dove le lezioni cominciano il 7 settembre. Intorno al 10 settembre toccherà alla Provincia autonoma di Trento e alla Valle d'Aosta.

Il grosso del Paese tornerà in classe tra lunedì 14 e martedì 15 settembre. Hanno già confermato l'avvio del 14 settembre, ad esempio, Lombardia e Piemonte; il 15 settembre è invece la data indicata, tra le altre, da Lazio ed Emilia-Romagna. Le ultime a ripartire saranno alcune regioni che si collocano intorno al 16 settembre. L'elenco resta in aggiornamento: qualche amministrazione deve ancora ufficializzare il proprio calendario, e per le scuole dell'infanzia sono spesso previste date di avvio anticipate.

Quando finiscono le lezioni

Sul fronte opposto, la fine delle attività didattiche per il 2026/2027 è prevista per la maggior parte delle scuole tra l'8 e il 12 giugno 2027. Anche qui ci sono differenze: l'Emilia-Romagna, ad esempio, ha fissato il termine al 5 giugno 2027, mentre la Provincia di Bolzano mantiene tradizionalmente un calendario più lungo. Per le scuole dell'infanzia, come di consueto, le attività proseguono fino alla fine di giugno.

La novità del 4 ottobre: San Francesco festa nazionale

La principale novità del calendario civile riguarda il 4 ottobre. Con la legge 8 ottobre 2025, n. 151, il Parlamento ha istituito la festa nazionale di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia, in vigore dal 1° gennaio 2026. La norma ha modificato la storica legge 27 maggio 1949, n. 260 sulle ricorrenze festive, inserendo il 4 ottobre tra i giorni festivi nazionali, con chiusura di scuole e uffici pubblici.

Si tratta di una ricorrenza che mancava dal calendario da quasi cinquant'anni e che torna in coincidenza con l'ottavo centenario della morte del Santo. Per il 2026, però, il 4 ottobre cade di domenica: l'effetto pratico di un giorno di chiusura in più si vedrà quindi soprattutto dagli anni successivi. La legge prevede anche che le scuole possano organizzare, in forma facoltativa, attività educative dedicate alla figura di San Francesco.

Perché si parla di "anno senza ponti"

Restano comuni a tutte le scuole le festività nazionali: dal 1° novembre all'8 dicembre, dalle vacanze di Natale a quelle di Pasqua, fino al 25 aprile, al 1° maggio e al 2 giugno. A queste si aggiungono le sospensioni deliberate dalle singole Regioni e dai collegi dei docenti, oltre all'eventuale festa del santo patrono locale.

Il 2026/2027 è stato però ribattezzato da alcuni commentatori "l'anno senza ponti": diverse ricorrenze, a partire proprio dal 4 ottobre, cadono di sabato o di domenica, riducendo le occasioni di ponte a ridosso del fine settimana. Una circostanza che incide sulla programmazione delle famiglie più che sull'organizzazione didattica.

Perché conviene conoscerle in anticipo

Avere il calendario sotto mano con largo anticipo è utile per tutti. Per le scuole significa distribuire in modo più equilibrato lezioni, verifiche e attività; per le famiglie è un riferimento pratico per organizzare la gestione dei figli e le eventuali vacanze. Vale la pena ricordare che, in caso di chiusure straordinarie per maltempo, scioperi o consultazioni elettorali, di norma non è previsto il recupero dei giorni persi. NewsIstruzione aggiornerà il quadro regione per regione man mano che tutte le delibere saranno pubblicate.

Tags: famiglie calendario scolastico festività
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