Il cedolino NoiPA di giugno 2026 è già consultabile nell'area riservata, ma per docenti e personale ATA non porta le novità attese: tra le voci non compaiono né gli aumenti né gli arretrati del nuovo contratto. La parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 è stata firmata il 1° aprile, ma l'iter di approvazione non è ancora concluso. Si guarda ora a un'emissione speciale nel corso del mese o, più probabilmente, allo slittamento a luglio.
Il cedolino di giugno non porta gli aumenti
In molti, nelle ultime ore, hanno aperto l'area personale su NoiPA sperando di trovare finalmente le somme legate al rinnovo contrattuale. Il cedolino ordinario di giugno è visibile in anticipo per il personale a tempo indeterminato e per i supplenti con incarico fino al 30 giugno o al 31 agosto, ma sugli importi attualmente visualizzati non risultano né gli adeguamenti dello stipendio tabellare né le somme arretrate. Una delusione per chi attendeva un primo accredito già con la mensilità di giugno, alimentata nei mesi scorsi anche da diverse anticipazioni.
Perché mancano: l'iter non è concluso
Il motivo è procedurale. La parte economica del contratto, sottoscritta all'ARAN il 1° aprile 2026 da FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda Unams e ANIEF, è per ora soltanto un'ipotesi di accordo. Prima che le somme arrivino in busta paga servono altri passaggi obbligati: la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato, la certificazione della Corte dei conti — prevista dall'articolo 47 del decreto legislativo n. 165 del 2001 — e la firma definitiva del contratto. Solo dopo il recepimento del provvedimento di autorizzazione alla spesa i sistemi di NoiPA possono avviare il calcolo massivo, che riguarda oltre un milione di posizioni differenziate per profilo e anzianità. La FLC CGIL aveva del resto avvertito che, non essendo concluso l'iter necessario al pagamento, difficilmente le somme sarebbero rientrate nell'emissione ordinaria di giugno.
Quanto valgono aumenti e arretrati
Sul fronte degli importi, le cifre diffuse restano stime fino alla pubblicazione effettiva sul cedolino. Secondo le dichiarazioni del Ministero, l'intesa porta incrementi mensili lordi di circa 143 euro per i docenti e 107 euro per il personale ATA; le stime ARAN indicano un aumento medio di comparto intorno ai 137 euro, con un incremento dello stipendio tabellare del 5,9% secondo la FLC CGIL. Poiché l'accordo è stato firmato nel secondo anno del triennio contrattuale, spettano anche gli arretrati per il periodo che va dal 1° gennaio 2025 al mese di effettiva erogazione.
Calcolati con riferimento al 30 giugno 2026, gli importi stimati oscillano, a seconda del profilo e dell'anzianità, tra circa 815 e 1.250 euro lordi, con una media di comparto intorno agli 800 euro. Per i docenti, le stime SNADIR parlano di arretrati medi di circa 688 euro lordi per infanzia e primaria e di 785 euro per la secondaria di secondo grado. È inoltre previsto, per il personale ATA in servizio nell'anno scolastico 2025/2026, un emolumento una tantum di 110 euro da corrispondere a gennaio 2027.
Emissione speciale o luglio?
Sulle tempistiche restano due ipotesi. Se l'iter si chiuderà in tempo, NoiPA potrebbe disporre un'emissione speciale nel corso di giugno — collocazione storicamente frequente per conguagli e arretrati del comparto scuola; in caso di ritardi tecnici o amministrativi, il pagamento slitterebbe a luglio. Il sistema attiva i nuovi parametri stipendiali solo dopo il recepimento ufficiale del contratto firmato, e la certificazione richiede mediamente alcune settimane dalla sottoscrizione dell'ipotesi. Per questo molti lavoratori continuano a monitorare la piattaforma in attesa di comunicazioni ufficiali.
Cosa conviene fare
Nell'attesa, il consiglio pratico è verificare periodicamente l'area riservata di NoiPA e controllare la correttezza dei propri dati anagrafici e contributivi: eventuali incongruenze possono rallentare la liquidazione delle somme. È utile inoltre ricordare che gli arretrati, una volta accreditati, rientrano nella base imponibile e sono soggetti a tassazione separata, con possibili effetti su IRPEF, TFR e calcolo previdenziale; gli importi indicati nelle tabelle, del resto, sono sempre al lordo delle ritenute. Resta poi aperta la trattativa sulla parte normativa del contratto, su cui ARAN e organizzazioni sindacali torneranno a confrontarsi nelle prossime settimane.