A poco più di due settimane dall'avvio dell'esame di Stato, la macchina organizzativa della maturità 2026 entra nel vivo: dopodomani, giovedì 4 giugno, si aprono sul portale SIDI i primi adempimenti a carico delle scuole, mentre le prove scritte sono fissate per il 18 e il 19 giugno. Sarà la prima maturità a regime dopo la riforma dell'esame, con un colloquio orale ridisegnato e regole più stringenti sul suo svolgimento.
Il calendario delle prove
Il calendario nazionale è fissato dall'Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026, che disciplina organizzazione e modalità dell'esame conclusivo del secondo ciclo. Queste le tappe principali:
- Martedì 16 giugno, ore 8:30: riunione plenaria di insediamento delle commissioni.
- Giovedì 18 giugno, ore 8:30: prima prova scritta di italiano, comune a tutti gli indirizzi, della durata massima di sei ore.
- Venerdì 19 giugno: seconda prova, sulla disciplina di indirizzo.
- Giovedì 25 giugno: terza prova scritta, riservata ai percorsi EsaBac, EsaBac techno e alle sezioni con opzione internazionale.
I colloqui orali partono nei giorni successivi agli scritti, secondo il calendario stabilito da ciascuna commissione. L'ordinanza conferma anche la sessione suppletiva di luglio, con la prima prova fissata per il 1° luglio e la seconda per il 2 luglio.
Dal 4 giugno gli adempimenti sul SIDI
Prima ancora delle prove, le segreterie e le commissioni devono completare una serie di operazioni sul Sistema informativo dell'istruzione (SIDI). Secondo il cronoprogramma degli adempimenti, a partire da giovedì 4 giugno si procede all'abbinamento tra candidati e commissioni e all'inserimento dei dati di presentazione, con l'indicazione degli esiti e del credito scolastico. In una seconda fase, tra l'11 e il 16 giugno, è prevista la scelta degli strumenti di supporto e l'attivazione di Commissione Web, l'applicativo che accompagna i lavori d'esame.
Si tratta di passaggi tecnici, ma decisivi: un errore nell'abbinamento o nel caricamento dei dati può rallentare l'avvio dei lavori. Per questo è opportuno che dirigenti e segreterie verifichino per tempo accessi e profilazioni sul portale, senza concentrare tutto a ridosso della plenaria.
Le novità della riforma
La maturità 2026 è la prima a recepire pienamente la riforma introdotta dal decreto-legge n. 127/2025, convertito dalla legge 30 ottobre 2025, n. 164. Il colloquio si concentra su quattro discipline individuate dal Ministero con il decreto n. 13 del 29 gennaio 2026, lo stesso provvedimento che ha definito le materie della seconda prova e l'abbinamento dei commissari.
Il punto più discusso riguarda l'obbligatorietà sostanziale dell'orale: secondo l'impianto fissato dall'ordinanza, l'esame è validamente sostenuto solo se il candidato svolge regolarmente tutte le prove, colloquio compreso. Chi si sottrae al colloquio, di fatto, mette a rischio il superamento dell'esame.
Restano confermati l'impianto del punteggio e la struttura delle commissioni: una commissione ogni due classi, con presidente esterno, due commissari interni e due esterni per ciascuna classe. Il voto finale si esprime in centesimi, con un minimo di 60 per il diploma e la possibilità della lode; per i candidati che raggiungono almeno 90 punti complessivi tra credito e prove, la commissione può integrare il punteggio fino a un massimo di tre punti.
Cosa cambia per docenti e famiglie
Per i tanti docenti chiamati a far parte delle commissioni, le prossime settimane impongono attenzione agli adempimenti digitali e alla lettura della nuova griglia di valutazione del colloquio, allegata all'ordinanza. Per studenti e famiglie, le date di riferimento sono ormai a portata di calendario: 18 e 19 giugno per gli scritti, orali a seguire.
Il consiglio, in questa fase, è duplice. Le scuole devono presidiare la finestra SIDI già da giovedì, evitando ritardi che si riverberano sull'avvio dei lavori. Gli studenti, invece, possono usare l'ultimo scorcio di tempo per consolidare il metodo in vista dell'orale, che con le nuove regole pesa in modo determinante sull'esito finale.