Nei prossimi tre anni il sistema scolastico italiano dovrà fare i conti con una sforbiciata pesante sull'organico di potenziamento: si parla di 3.917 cattedre destinate a sparire, secondo le proiezioni legate alla revisione delle dotazioni organiche. Una riduzione che rischia di incidere sull'offerta formativa e che colpisce in modo diseguale i diversi territori. Ecco i dati regione per regione e gli effetti che si profilano per docenti e studenti.
Cos'è l'organico di potenziamento
L'organico di potenziamento, introdotto con la riforma della Buona Scuola, comprende i docenti aggiuntivi assegnati agli istituti per arricchire l'offerta formativa: dalle attività di recupero al supporto agli alunni con difficoltà, dai progetti di ampliamento curricolare alle supplenze brevi. Una riduzione di queste cattedre significa, in concreto, meno risorse per la personalizzazione della didattica e per le attività che vanno oltre il normale monte ore.
I numeri della riduzione
Il taglio complessivo di 3.917 posti sarà distribuito sul triennio e ripartito tra le regioni in base alla popolazione scolastica e al calo demografico, che continua a pesare sulle scelte di programmazione degli organici. Le regioni con il maggior numero di studenti sono anche quelle che, in valore assoluto, registrano le contrazioni più consistenti, mentre i territori più piccoli subiscono riduzioni numericamente più contenute ma comunque significative sul piano locale.
I dati regione per regione
| Regione | Cattedre in meno |
| Lombardia | 612 |
| Campania | 548 |
| Sicilia | 471 |
| Lazio | 389 |
| Veneto | 342 |
| Puglia | 318 |
| Piemonte | 301 |
| Emilia-Romagna | 287 |
| Toscana | 249 |
| Altre regioni | 400 |
Le reazioni dei sindacati
Le organizzazioni sindacali della scuola hanno già espresso forte preoccupazione, denunciando il rischio di un impoverimento dell'offerta formativa proprio mentre crescono i bisogni educativi e l'attenzione all'inclusione. Secondo i sindacati, ridurre il potenziamento significa intaccare uno strumento prezioso per contrastare la dispersione scolastica e sostenere gli studenti più fragili. La richiesta è di rivedere le scelte e di reinvestire le risorse del calo demografico nella qualità della scuola.
Cosa cambia per i docenti
Per il personale, la riduzione delle cattedre di potenziamento può tradursi in minori disponibilità di posti in organico, con riflessi su mobilità, assegnazioni e immissioni in ruolo. È fondamentale che i docenti seguano da vicino la pubblicazione dei dati definitivi sugli organici regionali, per capire come la manovra inciderà concretamente sulle proprie scuole e sulle prospettive occupazionali nei prossimi anni scolastici.
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