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Scontri alla Consulta di Roma, Valditara: "I fatti potrebbero essere diversi"

Scontri alla Consulta di Roma, Valditara: "I fatti potrebbero essere diversi"

Le tensioni nel mondo della rappresentanza studentesca tornano a farsi sentire con forza a Roma. Nella giornata di ieri, martedì 26 maggio 2026, la seduta plenaria della Consulta provinciale degli studenti della Capitale, riunita presso lo Spazio Rossellini nel quartiere Ostiense, è degenerata in momenti di forte tensione, sfociati in spintoni, insulti e persino nel lancio di alcune sedie. Al centro dello scontro, la decisione del consiglio di presidenza dell'organismo di modificare il nome della commissione "Antifascismo e Memoria Storica", rinominata "Democrazia e Memoria Storica". Una scelta che ha innescato una protesta simbolica da parte di alcuni rappresentanti, poi degenerata in rissa.

L'intervento del Ministro Valditara: "Verificheremo i fatti"

Sulla delicata vicenda è intervenuto direttamente il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, a margine dell'inaugurazione dei Giochi della Gioventù a Roma. Il Ministro ha espresso una ferma condanna nei confronti di qualsiasi forma di violenza, invitando tuttavia alla prudenza e a non dare per scontate le ricostruzioni circolate nelle prime ore. "La violenza non deve essere praticata da nessuno, ma attenzione: verificheremo i fatti e credo che probabilmente saranno un po' diversi da come sono stati raccontati", ha dichiarato il titolare del MIM, annunciando l'avvio di accertamenti per fare piena luce sull'accaduto.

Anche la Sottosegretaria all'Istruzione, Paola Frassinetti, ha preso posizione sull'episodio, esprimendo forte preoccupazione e parlando di un'aggressione subita dai rappresentanti di Azione Studentesca da parte di gruppi di opposizione, un fatto che ha portato al ferimento di una studentessa della Consulta.

Le due versioni e la posizione dei sindacati

La dinamica di quanto accaduto allo Spazio Rossellini resta al centro di versioni diametralmente opposte. Da un lato, le associazioni studentesche di sinistra denunciano una "forzatura antidemocratica" per la cancellazione della parola "Antifascismo" dalla commissione, sostenendo di essere state aggredite fisicamente dopo aver avviato un'occupazione pacifica e simbolica dell'aula. A supporto di questa tesi è intervenuta anche la sigla sindacale FLC CGIL di Roma e del Lazio, che ha espresso dura condanna verso i comportamenti violenti, chiedendo il ripristino dei processi democratici interni alla Consulta.

Dall'altro lato, i rappresentanti di Azione Studentesca respingono con forza le accuse di aggressione, sostenendo di essere stati a loro volta aggrediti e provocati fisicamente dai collettivi che stavano occupando la plenaria. Secondo gli esponenti della maggioranza della Consulta, la protesta dei collettivi avrebbe travalicato i limiti del confronto civile, sfociando nel lancio di oggetti e in minacce verbali dirette alla presidenza dell'organismo.

Cosa cambia ora per la rappresentanza studentesca

Questo episodio riaccende i riflettori sul clima politico all'interno degli organi di rappresentanza scolastica, che dovrebbero essere per eccellenza luoghi di confronto democratico e crescita civile per le giovani generazioni. Nelle prossime ore, gli accertamenti avviati dalle autorità e dall'Ufficio Scolastico Regionale dovranno chiarire le responsabilità individuali dei tafferugli. Per il personale scolastico, i docenti e i dirigenti, l'auspicio è che si possa rapidamente tornare a un clima di dialogo costruttivo, isolando gli episodi di intolleranza e garantendo la sicurezza e la serenità di tutti gli studenti coinvolti nelle attività istituzionali della Consulta.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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