La corsa contro il tempo per mettere in tasca gli aumenti contrattuali rischia di scontrarsi con il muro della burocrazia. Durante l'incontro odierno presso l'ARAN per la prosecuzione delle trattative sulla parte normativa del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027, la FLC CGIL ha sollevato una dura protesta. Sotto accusa ci sono i tempi d'attesa infiniti per l'approvazione finale dei benefici economici già concordati, che stanno lasciando oltre un milione di lavoratori della scuola in una situazione di stallo.
La burocrazia frena gli aumenti: il "visto" che non arriva
Il nodo della questione riguarda l'accordo economico siglato lo scorso primo aprile. In quell'occasione, con una rapidità senza precedenti, l'ARAN e i sindacati avevano firmato l'Ipotesi di CCNL 2025-2027 per la parte retributiva. Da allora, però, la macchina dei controlli statali sembra essersi inceppata. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), il Dipartimento della Funzione Pubblica e la Corte dei Conti non hanno ancora rilasciato il visto di regolarità necessario per rendere definitivo il testo e far partire i pagamenti.
La FLC CGIL denuncia come questa lentezza finisca per ricadere direttamente sulle spalle del personale scolastico. Il sindacato paventa inoltre il rischio che eventuali richieste di chiarimento da parte degli organi di controllo possano far slittare l'applicazione del contratto di mesi, se non di anni. A titolo di esempio, viene citato il precedente delle aziende ospedaliere universitarie, dove l'iter di verifica burocratica è durato oltre 500 giorni prima di concludersi con un nulla di fatto.
Cosa rischiano di attendere docenti e ATA?
Per i lavoratori della scuola, questo ritardo si traduce in una dilazione forzata di somme significative. L'accordo del 1° aprile prevede infatti incrementi mensili a regime, previsti a partire dal 2027, pari a circa 143 euro medi lordi per i docenti e 107 euro medi per il personale ATA. A questo si aggiunge la partita degli arretrati accumulati a partire da gennaio 2025: cifre stimate tra gli 815 e i 1.250 euro a seconda del profilo e dell'anzianità di servizio, calcolate con riferimento al 30 giugno 2026.
La sigla del contratto in tempi record era stata motivata proprio dalla necessità di far recuperare potere d'acquisto ai lavoratori a fronte dell'inflazione degli anni passati. La FLC CGIL ha ricordato di aver firmato l'ipotesi per il triennio 2025-2027 proprio perché le risorse stanziate coprono l'inflazione prevista per il periodo di vigenza, a differenza del precedente contratto 2022-2024 (non sottoscritto dal sindacato) che offriva coperture ritenute insufficienti.
La trattativa normativa prosegue, ma serve un cambio di passo
Mentre la parte economica resta congelata nelle stanze dei ministeri vigilanti, il tavolo negoziale all'ARAN va comunque avanti. Al centro del confronto odierno ci sono i temi della parte normativa: relazioni sindacali, tutela del rapporto di lavoro, regolamentazione del lavoro agile e welfare contrattuale. Tuttavia, per il sindacato, l'efficacia di questi tavoli rischia di essere vanificata se la macchina amministrativa dello Stato non dimostrerà la stessa tempestività delle parti sociali. La richiesta formale è quella di un'immediata accelerazione delle procedure di controllo, affinché gli sforzi profusi al tavolo delle trattative si trasformino rapidamente in un beneficio concreto e visibile nella busta paga dei lavoratori della scuola.