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Arezzo, ancora spray al peperoncino a scuola: dieci intossicati all'istituto Buonarroti

Arezzo, ancora spray al peperoncino a scuola: dieci intossicati all'istituto Buonarroti

Un nuovo, preoccupante episodio di intossicazione da sostanze urticanti torna a scuotere il mondo della scuola, proprio a pochissimi giorni dal termine delle lezioni dell'anno scolastico 2025/2026. Nella mattinata di oggi, martedì 26 maggio 2026, l'istituto superiore "Buonarroti-Fossombroni" di Arezzo è stato teatro dell'ennesimo sconsiderato gesto: l'utilizzo di uno spray al peperoncino all'interno dei locali scolastici ha provocato l'intossicazione di dieci persone, tra studenti e personale, seminando il panico in tutto il plesso.

La dinamica e i soccorsi: panico nella sede di via XXV Aprile

L'allarme è scattato intorno alle ore 11:00 nella sede di via XXV Aprile dell'istituto aretino. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle forze dell'ordine, la bomboletta contenente la sostanza urticante sarebbe stata nascosta e attivata all'interno di un aeratore dell'edificio, per poi essere abbandonata. La rapida diffusione dei vapori nell'aria ha immediatamente causato forti irritazioni alle vie respiratorie e agli occhi di chi si trovava nelle vicinanze, provocando anche diversi attacchi di panico tra i presenti.

Sul posto sono tempestivamente intervenuti i sanitari del 118 con un'automedica e le ambulanze della Croce Bianca e della Croce Rossa di Arezzo, affiancati dai Vigili del Fuoco e dai Carabinieri. Il bilancio complessivo parla di dieci persone colpite in forma lieve, tra studenti e dipendenti della scuola. Per tre ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, è stato necessario il trasporto al pronto soccorso dell'ospedale San Donato (uno in codice giallo e due in codice minore) per accertamenti e lavaggi oculari.

L'episodio odierno rappresenta un preoccupante "bis" per l'istituto: appena venerdì scorso, 22 maggio, un fatto analogo si era verificato nella succursale di piazza della Badia, dove due studenti minorenni erano stati individuati come responsabili dello spargimento di sostanza urticante.

La preside Tortorelli: "Non è una bravata, interverremo con sanzioni severe"

La reazione della dirigenza scolastica è stata immediata e improntata alla massima fermezza. La dirigente dell'istituto "Buonarroti-Fossombroni", Clara Tortorelli, ha espresso profonda amarezza e rabbia per l'accaduto, confermando che il presunto responsabile del gesto di oggi è già stato individuato grazie alla collaborazione interna e alle indagini dei Carabinieri.

«La scuola è vittima di questi episodi incresciosi, frutto di una gravissima superficialità da parte di studenti che pensano di compiere una semplice bravata di fine anno scolastico», ha dichiarato la preside Tortorelli. «In realtà si tratta di un vero e proprio reato, poiché si configura anche l'interruzione di un pubblico servizio. Interverremo in modo estremamente netto e deciso sul piano disciplinare, esattamente come abbiamo fatto per il precedente episodio, per tutelare l'istituzione, il nostro personale e tutti gli studenti che vogliono frequentare le lezioni in sicurezza».

Allarme emulazione: scatta la convocazione d'urgenza in Prefettura

La ripetizione di questi atti a distanza di pochissimi giorni ha sollevato una forte preoccupazione non solo all'interno della comunità scolastica, ma anche tra le autorità cittadine e i rappresentanti dei lavoratori della scuola. Il timore di un "effetto emulazione" tra i banchi, alimentato dalla vicinanza delle vacanze estive, richiede risposte rapide.

Proprio per affrontare questa emergenza, il Prefetto di Arezzo, Clemente di Nuzzo, ha convocato d'urgenza per domani, mercoledì 27 maggio 2026, una riunione straordinaria in Prefettura. All'incontro parteciperanno i vertici delle forze di Polizia, la dirigente scolastica Clara Tortorelli e il responsabile dell'Ufficio Scolastico Provinciale (USP) di Arezzo, con l'obiettivo di coordinare misure di prevenzione e vigilanza straordinarie negli istituti del territorio.

Mentre le indagini fanno il loro corso e l'autore del gesto rischia pesanti sanzioni scolastiche e conseguenze legali, l'episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza e sul rispetto del personale e dei beni comuni all'interno delle mura scolastiche, richiamando famiglie e istituzioni a una sinergia educativa sempre più necessaria.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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