Si chiudono questa sera alle 23:59 di lunedì 25 maggio 2026 le funzioni per presentare la domanda di iscrizione agli elenchi regionali per l'immissione in ruolo 2026/27. La procedura, attivata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito con il DM n. 68 del 22 aprile 2026, è esclusivamente telematica e passa dal Portale Unico del reclutamento InPA. Chi non rispetta il termine resta fuori per l'intero anno scolastico in arrivo: una scadenza che è bene chiudere con largo anticipo rispetto alla mezzanotte, anche per evitare gli inevitabili rallentamenti della piattaforma nelle ultime ore.
Da dove nasce questa procedura
Gli elenchi regionali rappresentano un nuovo canale di reclutamento introdotto dall'articolo 2, comma 2 del DL 7 aprile 2025, n. 45, convertito dalla Legge 5 giugno 2025, n. 79, e successivamente modificato dall'articolo 18, comma 2 del DL 19 febbraio 2026, n. 19, convertito dalla Legge 20 aprile 2026, n. 50. Il riferimento al Testo Unico della scuola è l'articolo 399, comma 3-ter del D.Lgs. 297/1994. Il principio è semplice: in un sistema che ogni anno fatica a stabilizzare il proprio personale, gli idonei di concorsi recenti rappresentano un patrimonio professionale che può essere valorizzato per coprire i posti residui dopo le immissioni ordinarie.
Chi può iscriversi
Sono ammessi alla procedura gli idonei non vincitori di sette concorsi: ordinario 2020, straordinario 2020, STEM 2021, STEM 2022, educazione motoria nella scuola primaria, PNRR1 2023 e PNRR2 2024. Restano fuori, invece, gli idonei del PNRR3, che potranno iscriversi soltanto dal 2027/28: una scelta che ha generato non poche tensioni nei mesi scorsi. Ciascun aspirante può iscriversi in una sola regione, anche diversa da quella in cui ha partecipato al concorso. È una scelta strategica che pesa sulle prospettive di assunzione: dalla regione indicata dipenderà l'eventuale chiamata in ruolo a partire da settembre. In parallelo all'apertura delle istanze, gli Uffici Scolastici Regionali hanno pubblicato i dati sulle capienze residue delle graduatorie concorsuali di ogni regione, uno strumento di trasparenza che aiuta gli aspiranti a calibrare la scelta.
Quando si attinge davvero agli elenchi
Gli elenchi regionali sono un canale residuale: si scorrono solo dopo l'esaurimento delle graduatorie dei vincitori e degli idonei del PNRR3 nella regione di interesse. È una clausola che ridimensiona molto lo scenario reale di assunzione, perché il PNRR3 ha bandito posti riferiti al triennio 2026/2028 e questo rende improbabile uno scorrimento ampio degli elenchi regionali già nel primo anno di applicazione. Per le classi di concorso della secondaria, chi non possiede ancora l'abilitazione potrà essere assunto a tempo determinato finalizzato al ruolo: la trasformazione del contratto in indeterminato avviene con il conseguimento del titolo, anche in corso d'anno entro il 31 dicembre 2026. Per i posti di sostegno gli elenchi regionali hanno priorità rispetto allo scorrimento delle GPS di prima fascia: un dettaglio non secondario per chi sta concretamente attendendo l'eventuale chiamata. Una volta individuato, il docente ha cinque giorni per accettare la nomina; l'accettazione comporta l'esclusione automatica dalle GPS per l'anno scolastico 2026/27.
L'errore da non fare oggi
Nell'ultima giornata utile la coda virtuale di accesso al portale può complicare la chiusura della domanda: prevedere un margine di un'ora rispetto alle 23:59 è una buona cautela elementare. Servono SPID o CIE attivi e l'abilitazione al servizio Istanze online. Una volta dentro il portale, gli aspiranti devono indicare la regione di iscrizione, le procedure concorsuali per le quali si chiede l'inserimento e la tipologia di posto (comune o sostegno). Per chi sta frequentando un corso di abilitazione e non avrà il titolo entro il 25 maggio, è prevista una seconda finestra dichiarativa nella fase 2 delle immissioni: la risposta negativa di oggi non chiude la porta a un eventuale aggiornamento in fase di assegnazione della provincia. Anche per chi ha già il titolo conviene rileggere con attenzione le dichiarazioni prima di confermare: errori in fase di iscrizione si correggono male nei mesi successivi.
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