È stata pubblicata la Circolare MIM n. 126532 del 20 maggio 2026 che disciplina le procedure di comando di dirigenti scolastici e personale docente per l'anno scolastico 2026/27. La finestra per presentare la domanda è breve: i candidati hanno tempo fino alle 23:59 del 15 giugno 2026. Si tratta di un canale che permette di prestare servizio – mantenendo la titolarità nella scuola di appartenenza – presso enti, associazioni professionali del personale direttivo e docente, fondazioni e organizzazioni che operano nei settori della formazione, della ricerca educativa e del disagio sociale.
Il quadro normativo e le 150 assegnazioni
Il riferimento normativo è duplice: l'articolo 26, comma 8 della Legge 23 dicembre 1998, n. 448, e l'articolo 1, comma 65 della Legge 13 luglio 2015, n. 107. Le assegnazioni complessive non possono superare il tetto di 150 unità per tutto il territorio nazionale, un vincolo che rende la procedura selettiva sin dalla partenza. Il comando consente al personale di ruolo di mettere a disposizione le proprie competenze in contesti diversi dall'insegnamento ordinario, senza interrompere la carriera né perdere l'anzianità di servizio. Il servizio prestato durante il periodo di comando è valido a tutti gli effetti sia ai fini della carriera sia sotto il profilo economico, mantenendo piena rilevanza nell'anzianità.
Le due macro-categorie di destinazione
La circolare distingue due macro-categorie di enti che possono richiedere il comando. La prima riguarda enti e associazioni che operano nei settori della prevenzione del disagio psico-sociale e del recupero da tossicodipendenze, ai sensi del DPR 309/1990 (Testo Unico sugli stupefacenti). Per accedere a questa tipologia di comando, i candidati devono documentare di aver frequentato i corsi di studio previsti dall'articolo 105, comma 5 del medesimo decreto. La seconda categoria riguarda associazioni professionali del personale direttivo e docente con i relativi enti cooperativi, oltre alle istituzioni che svolgono per loro finalità istituzionale attività di formazione e ricerca educativo-didattica.
Iter e cose da chiudere in tempo
La trasmissione formale della richiesta da parte dell'ente ricevente è il passaggio chiave: senza quella, la domanda del singolo non si chiude. La procedura prevede una doppia istruttoria che procede in parallelo – quella dell'ente, che deve documentare l'esigenza e la coerenza con la propria mission, e quella dell'aspirante – e una decisione finale del Ministero che valuta nel quadro complessivo delle 150 assegnazioni disponibili. Per i dirigenti scolastici e i docenti che intendono accedere a un anno di comando, conviene già da questa settimana avviare il dialogo con l'ente potenziale destinatario per allineare i tempi sulla documentazione formale. Vale la pena ricordare che il comando incide sull'organico della scuola di titolarità: il dirigente scolastico deve gestire la sostituzione del docente comandato, normalmente attraverso supplenze annuali. Particolare attenzione viene dedicata anche alla disciplina del quinquennio: se il periodo di comando non supera complessivamente i cinque anni, il personale conserva il diritto al rientro automatico nella sede di titolarità originaria. Le graduatorie degli aspiranti vengono valutate dagli uffici ministeriali nei mesi estivi, con esiti generalmente comunicati nella seconda metà di agosto, in tempo per la presa di servizio del 1° settembre.