Parte oggi, 22 maggio 2026, e si protrarrà fino al 21 giugno 2026, lo sciopero proclamato da FLC CGIL e Unicobas Scuola e Università con astensione da tutte le prestazioni orarie aggiuntive per il personale del Comparto Istruzione e Ricerca in servizio negli Istituti Tecnici e negli IISS in cui siano presenti indirizzi tecnici. La mobilitazione, comunicata ufficialmente con avviso del Ministero dell'Istruzione e del Merito del 15 maggio scorso, è legata alla riforma degli istituti tecnici contestata dalle sigle sindacali.
Cosa prevede l'astensione
Non si tratta di uno sciopero giornaliero tradizionale, bensì di un'astensione mirata dalle prestazioni eccedenti l'orario di servizio obbligatorio. Per il personale docente l'astensione riguarda esclusivamente le prestazioni orarie aggiuntive eccedenti l'orario di lezione obbligatorio (articolo 43 del CCNL 18 gennaio 2024) e quelle oltre le attività funzionali obbligatorie (articolo 44) presenti nel piano delle attività deliberato dal collegio docenti.
Per il personale ATA la mobilitazione riguarda esclusivamente le prestazioni aggiuntive oltre le 36 ore di attività previste dall'area di appartenenza (articolo 50 CCNL 2019-2021). Concretamente, l'astensione potrà incidere su attività come gite scolastiche, viaggi di istruzione, funzioni strumentali, riunioni eccedenti il monte ore e prestazioni straordinarie.
Chi può aderire e con quali modalità
Lo sciopero coinvolge il personale docente e ATA in servizio negli Istituti Tecnici e negli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore che ospitano indirizzi tecnici. I lavoratori interessati possono scegliere di aderire per l'intero periodo di trenta giorni (dal 22 maggio al 21 giugno) oppure limitatamente ad alcune giornate, indicando le date prescelte nella dichiarazione di adesione da consegnare al dirigente scolastico.
Le ragioni della mobilitazione
La FLC CGIL ha proclamato la mobilitazione in continuità con lo stato di agitazione e con lo sciopero del 7 maggio scorso, chiedendo il ritiro o, in subordine, il rinvio del riordino degli istituti tecnici e l'apertura di una fase di revisione della riforma. Per il sindacato la riforma rappresenta un intervento «inutile e dannoso» sulla filiera tecnica, mentre il MIM rivendica un percorso di rinnovamento allineato al mondo del lavoro e alle esigenze produttive del Paese.
Le scuole interessate sono tenute a dare comunicazione dello sciopero alle famiglie attraverso i canali istituzionali, nelle modalità previste dall'Accordo sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali nel comparto scuola.