Il Ministero dell’Istruzione e del Merito è intervenuto per chiarire la situazione relativa all'erogazione della Carta del Docente 2026 e alle controversie nate negli ultimi anni sul riconoscimento del bonus anche agli insegnanti precari. In una nota ufficiale, il dicastero di Viale Trastevere ha contestato alcune ricostruzioni diffuse sulle spese legali sostenute dallo Stato, spiegando di aver ampliato via via il numero dei beneficiari e ridotto il ricorso alle cause giudiziarie.
Più docenti coinvolti nell'assegnazione della Carta del Docente
Secondo quanto comunicato dal MIM, la normativa iniziale del 2015 prevedeva il riconoscimento del bonus soltanto per gli insegnanti di ruolo.
Negli ultimi anni, invece, il beneficio è stato esteso anche a diverse categorie di docenti con contratto a tempo determinato grazie a nuovi stanziamenti economici.
Per l’anno scolastico 2025/2026 i destinatari della misura hanno superato il milione, con circa 253 mila persone in più rispetto alla platea originaria.
Il fine ultimo è stato quello di garantire pari opportunità formative a chi siede dietro la cattedra e limitare il numero dei ricorsi giudiziari.
Le cifre reali sui ricorsi e sulle spese legali
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha inoltre fornito dati aggiornati sulle sentenze eseguite negli ultimi anni.
Dal 2022 sarebbero stati completati oltre 112.000 provvedimenti giudiziari legati all’estensione della Carta del Docente, con rimborsi complessivi superiori ai 184 milioni di euro.
L’Amministrazione ha però smentito le voci secondo le quali le spese legali avrebbero raggiunto 1,5 miliardi di euro: secondo i dati ufficiali, negli ultimi tre anni i costi sostenuti ammonterebbero a circa 150 milioni, includendo tutte le controversie gestite sia dagli uffici centrali sia dalle scuole.