Il dimensionamento della rete scolastica per l'anno 2026/2027 entra nella sua fase operativa anche a Forlì, dove la chiusura del plesso "Manzoni" del quartiere Foro Boario è ormai una decisione definitiva. Il provvedimento si inserisce nel quadro nazionale tracciato dal Decreto Interministeriale n. 124 del 30 giugno 2025, firmato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) e dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), che ha aggiornato le tabelle del precedente DI 127/2023 fissando per il prossimo anno scolastico un contingente nazionale massimo di 7.389 unità tra dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA).
Denatalità e sicurezza antisismica: le ragioni del provvedimento
Le ragioni che hanno portato alla dismissione del plesso Manzoni rispondono a due dinamiche convergenti. Sul fronte demografico, secondo il report "Indicatori demografici – Anno 2025" pubblicato dall'ISTAT il 31 marzo 2026, in Italia nel 2025 si sono registrate 355mila nascite, con una diminuzione del 3,9% sul 2024 e una fecondità scesa a 1,14 figli per donna, nuovo minimo storico. Sul fronte strutturale, l'edificio di via Baccarini, aperto nel 1959, presenta criticità significative: impianti vetusti, infiltrazioni dal tetto, infissi da rifare, problemi alle fondazioni e una struttura non adeguata dal punto di vista antisismico, tali da rendere antieconomico un intervento di riqualificazione integrale.
Il piano operativo, illustrato dall'amministrazione comunale di Forlì lo scorso 12 gennaio 2026, prevede il trasferimento dei 141 alunni della primaria Manzoni (otto classi) presso la scuola "Dante Alighieri" di viale Italia, mentre i 57 bambini della scuola dell'infanzia "Cerini" troveranno spazio in un'ala dedicata al piano terra del nuovo edificio della media "Maroncelli", in fase di completamento. La palestra di via Baccarini, dotata di accesso autonomo e struttura più recente, resterà invece operativa per le attività delle associazioni del territorio.
Il quadro normativo: il DI 124/2025 e gli organici 2026/2027
Il Decreto Interministeriale 124/2025, firmato dai ministri Giuseppe Valditara e Giancarlo Giorgetti, ha aggiornato le previsioni del DI 127/2023 alla luce di un calo demografico risultato meno marcato di quello stimato nel 2023. Il contingente complessivo dei dirigenti scolastici e dei DSGA per l'anno scolastico 2026/2027 è stato così rideterminato in 7.389 unità, con un recupero di 80 posizioni rispetto alla precedente programmazione triennale 2024-2027 che prevedeva 7.309 unità. Il coefficiente di calcolo per l'attivazione delle autonomie scolastiche resta fissato a 938 alunni per istituzione, con un fattore compensativo medio dell'1,60% per rendere graduale l'applicazione della nuova disciplina.
L'iter del decreto non è stato privo di ostacoli: nella seduta del 29 maggio 2025 la Conferenza Unificata Stato-Regioni non ha sancito l'accordo sullo schema di provvedimento. Le Regioni hanno avuto tempo fino al 31 ottobre 2025 per definire i propri piani di dimensionamento; quelle inadempienti — Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna — sono state poste in commissariamento dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2026.
La posizione della FLC CGIL: "Mancata assunzione di responsabilità istituzionale"
Sul fronte sindacale, le critiche al processo di dimensionamento forlivese sono state espresse pubblicamente dalla FLC CGIL Forlì-Cesena. Come riportato da Forlì Notizie il 13 febbraio 2026, il segretario provinciale Alexander Fiorentini ha denunciato la "preoccupante mancata assunzione di responsabilità istituzionale" da parte dell'amministrazione comunale, in occasione del rinvio della mozione consiliare sulla chiusura dei plessi Manzoni e Cerini. Secondo Fiorentini, lo spostamento del confronto avrebbe ignorato l'urgenza di una situazione che richiedeva risposte immediate a tutela del personale scolastico e delle famiglie del territorio.
Più in generale, la FLC CGIL nazionale ha mantenuto una posizione critica sul DI 124/2025, evidenziando in una nota pubblicata sul proprio sito istituzionale come il recupero degli 80 posti, pur attenuando i tagli più drastici, non si traduca in un effettivo incremento degli organici di dirigenti scolastici e DSGA, perpetuando il ricorso alle reggenze su sedi vacanti e disponibili.
Il quartiere Foro Boario tra "turismo scolastico" e presidio educativo
La chiusura della Manzoni si inserisce in un contesto sociale complesso. Negli ultimi anni il plesso ha registrato una progressiva contrazione delle iscrizioni, alimentata dal cosiddetto "turismo scolastico": diverse famiglie residenti hanno preferito iscrivere i propri figli in altri istituti della città, contribuendo a svuotare la scuola di prossimità. Il tema della tenuta del presidio scolastico nel quartiere è stato sollevato anche durante la visita dell'assessora regionale alle Politiche educative dell'Emilia-Romagna, Isabella Conti, che lo scorso febbraio ha incontrato genitori e personale degli istituti coinvolti dal piano di accorpamento.
Sul fronte tecnico-organizzativo restano da definire le modalità del trasporto scolastico — l'amministrazione ha ipotizzato l'istituzione di navette tra il Foro Boario e i plessi riceventi — e il completamento dell'adeguamento degli spazi della Maroncelli per accogliere la sezione dell'infanzia. Il monitoraggio della transizione sarà determinante per verificare che la razionalizzazione prevista dal Decreto Interministeriale 124/2025 non penalizzi il diritto allo studio e l'identità educativa del territorio.