Si apre alle ore 10:00 di oggi, martedì 21 aprile 2026, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il secondo incontro del tavolo di conciliazione sulla riforma degli istituti tecnici, nell'ambito delle procedure di raffreddamento ex articolo 2 della Legge 146/1990. Al tavolo siedono il Ministero dell'Istruzione e del Merito e la FLC CGIL, che il 1° aprile ha proclamato lo stato di agitazione del personale degli istituti tecnici per chiedere il rinvio della revisione dei percorsi prevista dal DM 29/2026. Sul piatto la tenuta occupazionale di migliaia di docenti, l'assenza delle linee guida e il parere negativo del CSPI sui nuovi quadri orari.
Il tavolo di oggi: dati sulle iscrizioni, impatto sulle cattedre e parere del CSPI
La riunione odierna fa seguito al primo tentativo di conciliazione svoltosi il 9 aprile 2026 presso il Ministero del Lavoro, nel corso del quale la FLC CGIL aveva chiesto al MIM una serie di dati ritenuti indispensabili per un confronto trasparente: il numero degli iscritti agli istituti tecnici e in particolare alle classi prime, gli iscritti ai percorsi abbreviati della filiera tecnologico-professionale, il numero di classi prime attivate nei percorsi di filiera 4+2 sul totale delle classi IT e IP, la previsione dell'impatto sulle cattedre nel primo biennio e la proiezione a regime sull'intero percorso quinquennale. L'incontro era stato inizialmente fissato per il 22 aprile e successivamente anticipato al 21.
La conciliazione si inserisce in un contesto di forte tensione sindacale: il 1° aprile 2026, oltre alla FLC CGIL, anche Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal, Gilda Unams e Anief hanno proclamato con una nota congiunta lo stato di agitazione del settore scuola per il personale docente, ATA e dirigente degli Istituti Tecnici statali, in concomitanza con la firma della parte economica del contratto scuola 2025/2027.
Il parere critico del CSPI sul DM 29/2026
Nella seduta del 10 aprile 2026 il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso un parere fortemente critico sullo schema di decreto per la definizione delle tabelle di corrispondenza tra classi di concorso e discipline dei nuovi percorsi. Il CSPI ha segnalato che l'attuazione della riforma rischia di essere seriamente compromessa dalle criticità operative in atto, dalla complessità dei quadri orari dei diversi indirizzi e articolazioni e dalla mancanza delle Linee Guida previste dalla Nota MIM n. 253 del 25 febbraio 2026.
Il Consiglio ha evidenziato criticità specifiche sugli insegnamenti di "Scienze sperimentali" e di "Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica", chiedendo di definire una fase transitoria per l'a.s. 2026/2027 e di aumentare la flessibilità degli organici attraverso classi di concorso atipiche, deroghe per la costituzione delle cattedre e chiarimenti sulla gestione delle discipline accorpate. La UIL Scuola ha espresso l'unico voto contrario al parere, approvato a maggioranza dalle altre componenti.
Il nodo delle classi di concorso e delle linee guida mancanti
Al momento mancano due atti decisivi per l'avvio dei nuovi ordinamenti: il decreto ministeriale per l'individuazione delle classi di concorso da assegnare alle discipline dei percorsi previsti dal DM 29 del 19 febbraio 2026 e le Linee Guida sugli obiettivi di apprendimento. Le scuole dovrebbero completare gli adempimenti entro il 4 maggio 2026, scadenza ritenuta difficilmente sostenibile dai sindacati in presenza di riduzione del monte ore, nuove attribuzioni disciplinari e individuazione dei docenti in esubero.
La FLC CGIL denuncia che il Ministero procede per atti parziali e incompleti: la Nota n. 10164 del 16 aprile 2026 sugli organici introduce nuovi quadri orari già bocciati dal CSPI, senza prevedere clausole di salvaguardia per il personale.
Emendamento DL PNRR: copertura solo per il primo biennio
Il 7 aprile 2026 è stato presentato un emendamento al Decreto-Legge n. 19 del 19 febbraio 2026 (DL PNRR) che prevede il congelamento dell'organico del primo biennio dei nuovi istituti tecnici, escludendo la possibilità di esuberi. L'emendamento è stato discusso alla Camera entro il 10 aprile, con il passaggio al Senato previsto entro il 20 aprile.
Per la FLC CGIL la misura è insufficiente: priva di copertura economica e limitata al primo biennio, non chiarisce come possa realizzarsi il riassorbimento delle situazioni di soprannumerarietà nell'organico dell'autonomia e trasferisce il problema degli esuberi direttamente sul triennio successivo.
Cattedre da 15 ore e salvaguardia delle titolarità
L'unica novità operativa introdotta dalla Nota MIM n. 10164 rispetto alla precedente nota del Capo Dipartimento n. 1397 del 19 marzo 2026 è la clausola che autorizza la costituzione eccezionale di cattedre con un orario inferiore a 18 ore settimanali, comunque non al di sotto delle 15 ore. In prima attuazione del DM 29/2026 le scuole dovranno utilizzare la quota oraria di 66 ore per ciascun anno del biennio, lasciata a disposizione nell'Area di indirizzo flessibile, prioritariamente per la salvaguardia della titolarità dei docenti eventualmente perdenti posto a seguito dei nuovi quadri orari.
La posizione delle organizzazioni sindacali
La FLC CGIL chiede al tavolo di oggi l'apertura immediata del confronto, la definizione di norme di tutela che evitino la creazione di soprannumerarietà a partire dal 2026/2027 e risorse specifiche per non scaricare sulle scuole i costi della riforma. La UIL Scuola Rua ha ribadito la necessità di garantire piena trasparenza nei processi di orientamento e informazione, in coerenza con i principi del DPR 249/1998 (Statuto delle studentesse e degli studenti), e di aprire con urgenza un confronto sulle linee guida.
I COBAS hanno già proclamato uno sciopero nazionale per il 6 e 7 maggio 2026 contro il DM 29/2026. L'ipotesi di slittamento dell'applicazione al 2027/2028, sostenuta da più sigle sindacali e dal CSPI come fase transitoria, resta al centro della discussione politica, con un'interrogazione parlamentare del Partito Democratico al Ministro Valditara che chiede chiarezza e un rinvio.
Prossimi passaggi: dal tavolo di oggi ai quadri orari definitivi
L'esito del tavolo di oggi sarà decisivo per determinare se lo stato di agitazione potrà essere ricomposto o se si aprirà la strada a nuove mobilitazioni nazionali. La riforma degli istituti tecnici, che dal 2026/27 entrerà in vigore con le classi prime e che coinvolge un terzo degli studenti del secondo ciclo di istruzione, attende ancora la pubblicazione delle linee guida sugli obiettivi di apprendimento e del decreto sulle classi di concorso. Il completamento degli adempimenti da parte delle scuole entro il 4 maggio 2026 rappresenta lo snodo operativo più immediato.
Documenti ufficiali
🔹 DM n. 29 del 19 febbraio 2026 – Nuovi ordinamenti istituti tecnici
🔹 DL n. 19 del 19 febbraio 2026 – Ulteriori disposizioni urgenti PNRR
🔹 Nota MIM n. 10164 del 16 aprile 2026 – Istruzioni operative organici 2026/2027
🔹 DL n. 144 del 23 settembre 2022 – Filiera tecnologico-professionale 4+2
🔹 Legge n. 146 del 12 giugno 1990 – Sciopero nei servizi pubblici essenziali