Il mondo della scuola italiana si è riunito oggi, giovedì 16 aprile 2026, presso la Sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) per un evento cruciale nella lotta al bullismo e al cyberbullismo. Dalle ore 11:00, l'iniziativa “La scuola ferma i bulli. Esempi di buone pratiche educative” ha messo in luce le strategie più efficaci messe in campo dagli istituti di tutta Italia, con l'obiettivo di condividere modelli replicabili e promuovere una cultura del rispetto e dell'inclusione.
Un laboratorio di innovazione contro la prevaricazione
L'evento, che ha visto la partecipazione del Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e che è stato trasmesso anche in diretta streaming, ha rappresentato un vero e proprio laboratorio di idee e progetti. Dalle oltre 400 proposte giunte, il Ministero ha selezionato venti 'buone pratiche', una per regione e provincia autonoma, ritenute particolarmente significative per la loro efficacia e replicabilità. L'approccio, come sottolineato dal Ministro Valditara, è quello di una “scuola che insegna alla scuola”, promuovendo uno scambio orizzontale di conoscenze ed esperienze tra gli istituti.
Durante la mattinata, le delegazioni scolastiche hanno presentato i loro percorsi attraverso contributi audiovisivi e, soprattutto, tramite le testimonianze dirette degli studenti, veri protagonisti del cambiamento. Tra gli ospiti di rilievo che hanno sostenuto il messaggio di legalità e coraggio, il pugile Patrizio Oliva ha arricchito il dibattito. Al termine dell'iniziativa, la documentazione e le progettualità connesse a queste 'buone pratiche' saranno rese disponibili in una nuova sezione dedicata sul sito istituzionale del MIM, per consentire a ogni scuola di consultare e adottare le strategie di successo già testate.
L'impegno del Ministero e il quadro normativo
L'iniziativa odierna, giovedì 16 aprile 2026, si inserisce in un impegno più ampio e di lunga data del Ministero dell'Istruzione e del Merito nella lotta al bullismo e al cyberbullismo. Il MIM ha implementato diverse misure, tra cui le nuove regole sulla condotta e le Linee guida per l'insegnamento dell'Educazione civica, che pongono al centro la persona e la cultura del rispetto. Fondamentale è anche la Piattaforma ELISA (e-learning degli insegnanti sulle strategie anti bullismo), dedicata alla formazione dei docenti referenti, e l'invito a costituire Team Antibullismo e Team per l'Emergenza a livello scolastico e territoriale.
Il quadro normativo di riferimento include la Legge n. 71 del 2017, volta alla prevenzione e al contrasto del cyberbullismo, e la Legge n. 70 del 2024, che ha riformato la precedente estendendo l'ambito di applicazione e attribuendo alle scuole un ruolo ancora più centrale, con l'adozione di codici interni, referenti dedicati, tavoli di monitoraggio e servizi di sostegno psicologico. Inoltre, la Giornata del Rispetto, istituita dalla Legge 17 maggio 2024, n. 70, si celebra annualmente il 20 gennaio. La prima ricorrenza è avvenuta lo scorso 20 gennaio 2026, in memoria di Willy Monteiro Duarte, e rappresenta un'occasione per sensibilizzare le comunità scolastiche sul valore del rispetto e contro ogni forma di violenza.
I dati allarmanti: una realtà che preoccupa
L'urgenza di tali iniziative è confermata da dati recenti. Un'analisi ISTAT del 2025, basata su dati del 2023 e su un campione di quasi 40.000 ragazzi tra gli 11 e i 19 anni, ha rivelato che il 68,5% di essi ha subito almeno un comportamento offensivo nell'ultimo anno. Di questi, il 21% è stato vittima di bullismo più volte al mese, e un drammatico 8% più volte a settimana. Telefono Azzurro, nel corso del 2025, ha gestito 181 casi di bullismo e 24 di cyberbullismo, con attacchi legati principalmente alle caratteristiche fisiche.
Anche l'Osservatorio Indifesa 2026 di Terre des Hommes, che ha coinvolto oltre 2.000 giovani under 26, evidenzia che il 66% percepisce il web come il luogo più a rischio di violenza. Un giovane su due ha dichiarato di aver subito almeno un atto di violenza nella propria vita. Questi numeri sottolineano la necessità di un impegno costante e coordinato tra scuole, famiglie e istituzioni per garantire ambienti educativi sicuri e promuovere relazioni basate sul rispetto reciproco.