L'associazione bolognese denuncia che gli impegni assunti all'unanimità dal Parlamento sono rimasti lettera morta. Dal mancato aggiornamento del Nomenclatore Tariffario per i trattamenti ABA al protocollo MIM-Salute scaduto senza rinnovo: il punto critico per le scuole.
Ogni anno, puntualmente, il 2 aprile l'Italia si tinge di blu per la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull'Autismo. Monumenti illuminati, dichiarazioni solenni, hashtag istituzionali. Poi, il giorno dopo, cala il silenzio. E per le persone con autismo e le loro famiglie ricomincia l'ordinaria battaglia quotidiana contro un sistema che continua a promettere senza mantenere.
È questo il messaggio del comunicato diffuso il 13 aprile 2026 dall'APRI – Associazione per la ricerca sull'autismo Cimadori di Bologna, presieduta dal Prof. Carlo Hanau. Un documento che, già nel titolo, non lascia spazio all'ambiguità: «Spente le luci, restano le responsabilità».
Quattro anni di impegni rimasti lettera morta
L'associazione ricorda che già nel 2022, in occasione delle elezioni politiche, aveva rivolto un appello pubblico ai candidati chiedendo impegni chiari e verificabili sulle politiche per l'autismo. Quelle richieste sembravano trovare ascolto: il Parlamento approvò all'unanimità due mozioni sull'autismo, assumendo impegni precisi nei confronti delle persone con autismo e delle loro famiglie.
A distanza di quattro anni, APRI denuncia che quegli impegni sono rimasti, in larga parte, privi di seguito concreto. Quattro le questioni su cui l'associazione chiede risposte urgenti.
1. Il Nomenclatore Tariffario e i trattamenti ABA ancora esclusi
La prima questione riguarda l'aggiornamento del Nomenclatore Tariffario per recepire gli obblighi derivanti dall'art. 60 dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) del gennaio 2017, con l'inserimento dei trattamenti basati sull'Applied Behavior Analysis (ABA).
L'esclusione di questi interventi dal sistema tariffario nazionale non è una questione tecnica marginale: si traduce in disuguaglianze concrete tra territori, con liste d'attesa differenziate, copertura delle spese disomogenea e costi insostenibili per le famiglie costrette a rivolgersi al settore privato. Una criticità segnalata da anni dalle principali associazioni — tra cui ANGSA, FISH, FAND, ANFFAS e AIAMC — rimasta irrisolta anche a causa delle pressioni di correnti psicodinamiche e lacaniane che, fin dal 2012, si oppongono ai trattamenti basati sulle evidenze scientifiche.
2. Il protocollo MIM-Ministero della Salute scaduto senza rinnovo
La seconda questione è di particolare rilievo per il mondo della scuola. Il Protocollo d'intesa tra il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) e il Ministero della Salute — strumento fondamentale per garantire continuità e coerenza nei percorsi di inclusione scolastica e di preparazione al lavoro degli studenti con disabilità — è scaduto il 17 gennaio 2025 e non è stato ancora rinnovato.
APRI e FISH hanno presentato formali richieste di rinnovo, ma a oggi non è arrivata alcuna risposta concreta da parte dei ministeri competenti. Un vuoto istituzionale che si ripercuote direttamente sugli studenti con disturbo dello spettro autistico e sulle scuole chiamate a garantire loro un percorso educativo adeguato.
3. La proposta di legge per il riconoscimento delle professioni ABA
Sul fronte normativo, rimane senza approdo la proposta di legge per il riconoscimento delle professioni ABA, presentata a dicembre 2025. Il provvedimento è considerato indispensabile per garantire qualità, trasparenza e tutela tanto ai professionisti quanto alle persone che ricevono i trattamenti.
In assenza di un quadro normativo chiaro, il settore resta esposto a frammentazione e improvvisazione, a danno dei diritti delle persone con autismo. La proposta si ispira a quanto già realizzato per la Lingua Italiana dei Segni (LIS) e Tattile (LIST).
4. Il ricorso al Consiglio di Stato contro la Linea Guida 2023
La quarta questione riguarda il fronte giudiziario. È attualmente all'esame del Consiglio di Stato il ricorso presentato da APRI per l'annullamento della Linea Guida «Raccomandazioni per la diagnosi e il trattamento di bambini e adolescenti con disturbo dello spettro autistico – Ottobre 2023».
L'associazione contesta due specifiche irregolarità: il suggerimento dell'uso di antipsicotici anche per bambini piccoli — cui ha fatto seguito un aumento delle prescrizioni — e l'indicazione che tutte le terapie psicoeducative siano raccomandate senza distinzione. Disposizioni ritenute in contrasto con la letteratura scientifica internazionale e persino con la Linea Guida per gli adulti dello stesso Istituto Superiore di Sanità, pubblicata nell'ottobre 2025.
L'appello: "Basta retorica, serve continuità istituzionale"
APRI chiude il comunicato con un appello diretto a maggioranza e opposizioni, chiedendo un impegno di continuità che vada oltre le celebrazioni simboliche. Le parole del Prof. Carlo Hanau sono nette: «Non servono nuove promesse, né nuove giornate simboliche. Serve dare seguito a quanto già dichiarato, votato, condiviso. Perché la consapevolezza senza diritti è solo retorica».
Un richiamo che, sul piano scolastico, trova urgenza concreta nel mancato rinnovo del protocollo MIM-Salute: ogni giorno di ritardo si traduce in minori garanzie per gli alunni con autismo e per le istituzioni scolastiche chiamate a supportarli.