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Carta Docente tagliata di 117€: Renzi accusa "I ministeri se li tengono"

25 marzo 2026 di Vincenzo Schirripa

Il mondo della scuola italiana si ritrova nuovamente al centro di una polemica che coinvolge direttamente il portafoglio degli insegnanti. La Carta del Docente per l'anno scolastico 2025/2026, attiva dal 9 marzo scorso, ha subito una decurtazione significativa: dai tradizionali 500 euro si passa a 383 euro, con una perdita netta di 117 euro per ciascun docente.

La strategia del governo: meno soldi, più beneficiari

La giustificazione ufficiale arriva direttamente dal Ministero dell'Istruzione. Il taglio sarebbe compensato dall'allargamento della platea dei beneficiari, che ora include anche i docenti precari. Stiamo parlando di circa 253mila insegnanti in più che potranno accedere al bonus, portando il totale degli aventi diritto a superare il milione di unità.

Giuseppe Valditara ha difeso la scelta definendola non un taglio, ma una "riallocazione delle risorse". Il Ministro ha inoltre annunciato lo stanziamento di 281 milioni aggiuntivi destinati alla formazione e ai dispositivi tecnologici per le scuole. Tra le novità introdotte, la possibilità di acquistare anche trasporti pubblici e strumenti musicali, oltre alle tradizionali voci di spesa per libri, corsi di aggiornamento e attività culturali.

Renzi all'attacco: "Se li sono messi in tasca"

L'ex Premier Matteo Renzi, che nel 2015 aveva introdotto la Carta del Docente, non ha risparmiato critiche feroci al governo Meloni. "Quei 117 euro in meno se li sono messi in tasca i ministeri", ha dichiarato l'ex segretario del PD, accusando l'esecutivo di sottrarre risorse agli insegnanti per destinarle ad altre voci di bilancio ministeriali.

L'attacco di Renzi si inserisce in un clima già teso, alimentato dalle proteste sindacali. La Flc-Cgil ha definito la riduzione "un insulto ai docenti", mentre altre organizzazioni sindacali hanno annunciato possibili iniziative di protesta per il prossimo mese.

Ritardi e nuove regole d'utilizzo

Il lancio della piattaforma ha subito un ritardo di sei mesi, attribuito alle lungaggini burocratiche del Ministero dell'Economia. L'accesso avviene tramite SPID o Carta d'Identità Elettronica, e il credito dovrà essere utilizzato entro il 31 agosto 2027.

Tra i cambiamenti più significativi, l'introduzione di limitazioni per l'acquisto di dispositivi tecnologici: ogni docente potrà utilizzare il bonus per hardware e software soltanto una volta ogni quattro anni. Una restrizione che ha già scatenato malumori tra gli insegnanti, soprattutto considerando la rapida obsolescenza degli strumenti digitali.

La vicenda evidenzia ancora una volta la tensione tra esigenze di bilancio e necessità formative del corpo docente. Mentre il governo rivendica una maggiore equità nell'accesso al beneficio, i diretti interessati si trovano a fare i conti con un potere d'acquisto ridotto in un momento di crescita dell'inflazione. La partita resta aperta, con i sindacati pronti a far sentire la loro voce nelle prossime settimane.

Tags: carta del docente
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