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Mobilità docenti 2026: parte oggi la domanda, ma stamattina il portale era già in ginocchio

16 marzo 2026 di Vincenzo Schirripa

La procedura di mobilità 2026/2027 apre ufficialmente oggi 16 marzo, ma Istanze Online ha salutato la giornata andando in tilt. Lo stesso portale che ha lasciato a secco migliaia di docenti precari in attesa di inviare le GPS. Una coincidenza che fa riflettere.

Oggi è una di quelle giornate in cui il sistema scolastico italiano riesce a fare due cose contemporaneamente: aprire una procedura importante e bloccare quella già in corso. Da stamattina, lunedì 16 marzo 2026, i docenti di ruolo possono presentare la domanda di mobilità territoriale e professionale per l'anno scolastico 2026/2027, con scadenza fissata al 2 aprile. Tutto regolare, tutto previsto. Peccato che nello stesso momento il portale Istanze Online — lo stesso su cui viaggiano entrambe le procedure — fosse irraggiungibile per via del down che ha paralizzato le domande GPS nell'ultimo giorno utile.

Il portale ha poi ripreso a funzionare intorno alle 11:30. Ma l'immagine di questa mattina dice molto su come vengono gestite le scadenze nella scuola pubblica italiana.

Chi può fare domanda di mobilità

La procedura è disciplinata dall'Ordinanza Ministeriale n. 43 del 12 marzo 2026 e riguarda esclusivamente il personale docente a tempo indeterminato. Non tutti i docenti di ruolo possono partecipare: la platea è definita da requisiti precisi che vale la pena conoscere prima di mettersi davanti al computer.

Hanno diritto a presentare domanda i docenti titolari nella stessa scuola da oltre un triennio, chi è stato trasferito d'ufficio, chi assiste un familiare con disabilità, chi ha figli minori di 14 anni da ricongiungere — attenzione, rispetto agli anni scorsi il limite è sceso da 16 a 14 anni, una modifica introdotta con il CCNI definitivo — e chi rientra da aspettative o fuori ruolo.

Sono invece esclusi i docenti neoassunti a partire dall'anno scolastico 2024/2025 che non possono derogare il vincolo triennale di permanenza nella sede attuale. Esclusi anche i docenti assunti con contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo, che non risultano ancora immessi in ruolo a tutti gli effetti.

Una novità rilevante riguarda anche le deroghe: è stata eliminata quella per il ricongiungimento al genitore over 65, che nella tornata precedente consentiva di superare il vincolo triennale. Chi aveva pianificato la propria domanda contando su questa opzione si trova ora con una possibilità in meno.

Le date da segnare

Il calendario della mobilità docenti 2026/2027 è il seguente: domande dal 16 marzo al 2 aprile, adempimenti degli uffici periferici del Ministero entro il 7 maggio, pubblicazione degli esiti il 29 maggio 2026. Per gli insegnanti di religione cattolica le finestre sono diverse: domande dal 21 marzo al 17 aprile, esiti il 5 giugno.

Il personale ATA avrà la propria finestra separata, dal 23 marzo al 13 aprile.

Come si presenta la domanda

La procedura è interamente digitale e passa per il portale Istanze Online del Ministero, accessibile tramite SPID o CIE. La domanda va compilata su POLIS, sezione dedicata alla mobilità, e richiede di allegare una serie di autodichiarazioni: anzianità di servizio, continuità del servizio, esigenze di famiglia, titoli culturali, eventuali precedenze e superamento dell'anno di prova.

Una delle novità di questa tornata è il fascicolo digitale del personale scolastico, una nuova piattaforma del MIM che consente di consultare dati anagrafici, ruolo, titolarità e servizio prestato. Entro marzo 2026 la sezione titoli dovrebbe essere integrata con i dati già in possesso dell'Amministrazione. Il sistema punta a entrare a regime entro giugno, ma resta ancora aperto il nodo su come si raccorderà con la compilazione tradizionale degli allegati.

Il problema che nessuno vuole affrontare

C'è qualcosa di paradossale in quello che è successo stamattina. Il Ministero ha scelto di far partire la procedura di mobilità lo stesso giorno in cui scadevano le GPS — due delle procedure più pesanti e frequentate dell'anno scolastico — facendole convergere sulla stessa infrastruttura informatica nello stesso momento. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il portale è andato in tilt, lasciando senza risposte decine di migliaia di docenti in una mattinata in cui ne avevano bisogno.

Non è una questione di sfortuna. È una questione di pianificazione. O meglio, di pianificazione mancata. Ogni anno le stesse scadenze, ogni anno gli stessi ingorghi, ogni anno gli stessi docenti davanti a una pagina che non risponde. E ogni anno la stessa domanda: perché non si scaglionano le procedure in modo da non sovraccaricare il sistema nei giorni più critici?

La mobilità ha tempo fino al 2 aprile: nessuna urgenza particolare per chi non ha ancora avviato la compilazione. Il consiglio è di non concentrarsi nelle ultime ore — la lezione di stamattina dovrebbe essere abbastanza eloquente — e di preparare con cura la documentazione prima di aprire il portale, per evitare di dover interrompere e ricominciare a metà processo.

Tags: mobilità
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